giovedì 17 giugno 2010

DOVE STA ANDANDO LA CULTURA EUROPEA? IDEA E METODOLOGIA-DOMANDA N.1

Idea e metodologia
Idea and Methodology
Idée et méthodologie
Idee und Methodologie






Nel mondo globalizzato, la capacità di produrre cultura, (che, da sempre, ha costituito un elemento di forza per qualunque società), è divenuta un elemento “centrale” anche del vantaggio competitivo internazionale.

Ciò, certo, non solamente per il turismo, bensì anche per ciò che concerne la capacità aggregativa di carattere politico, la riproduzione del legame sociale, il sostegno all’industria culturale, l’attrazione di personale qualificato e degli intellettuali, il prestigio per i prodotti di esportazione, ecc…

Mentre, fino a poco tempo fa, l’ Europa poteva vantare una grande attrattività come “Paese di Cultura”, negli ultimi decenni, essa si è vista scalzata, non solamente dall’ America, ma anche dal Giappone, dall’ India e dalla Cina.

Inoltre,molti dei grandi intellettuali che avevano fatto la fama dell’ Europa nel Dopoguerra sono oramai scomparsi, e non si è ancora formata una generazione capace di sostituirli.

Come “rintracciare” le nuove eccellenze nel “mare magnum” dell’ industria culturale e dei media?Cosa fare per promuoverle?

Alpina si ripropone di stimolare uno sforzo corale di Associazioni e Autorità Torinesi per dibattere su questo tema, con l’ obiettivo di fare di Torino un centro propositivo capace di aggregare competenze di tutta Europa, e di verificare lo stato di avanzamento di questo progetto con un’ulteriore iniziativa, di respiro internazionale, da realizzarsi nei prossimi mesi.

Attraverso questo post, e quelli immediatamente successivi, introduciamo la possibilità per tutti di compiere una presa di posizione, che ci aiuterà nel dibattito in corso circa le modalità migliori per proseguire l' iniziativa avviata con la serata del 9 maggio (Festa dell' Europa):


QUESTIONE N: 1:


E'possibile oggi ricomoscere e individuare una "cultura Europea"?

Is It Possible Today to Recognize and to Identify a European Culture?

Est-il possible aujourd'hui reconnaitre et identifier une culture europpéenne?

Ist es heute moeglich eine europaeische Kultur zu anerkennen und zu definieren?



La nascita di tutte le grandi realtà politiche (imperi antichi e medievali, nazioni moderne)è stata preceduta dallla formazione di una cultura condivisa (mesopotamica, egizia, greca, cinese, romana, sanscrita, araba, cristiana, di "Langue d' oil",inglese, puritana, tedesca, russa, italiana, islamico-induista).


L' esempio più semplice è quello dei grandi autori italiani (Alfieri, Leopardi, Foscolo, Manzoni), che precedono il movimento per l' Unità d' Italia.


Anche territori plurilinguistici, come la Mesopotamia, l' India e il Medio-Oriente hanno avuto culture comuni (Sumerico-assira e babilonese; persiana, hindi, urdu, dravidica ed inglese; araba, persiana e turca).


Per "cultura europea" si potrebbe intendere: 1) una cultura genericamente prodotta in Europa;2)quella rivolta ad un pubblico europeo; 3) quella che fa parte di un "discorso culturale" specificatamente europeo.


La cultura europea sub 1) è sempre esistita, da quando le civiltà protostoriche (civiltà danubiana, megalitica e "dei kurgan") hanno prodotto villaggi, simboli, ceramica, templi, utensili, gioielli, memoria culturale. Essa continua ancor oggi ad esistere, anche se si tratta di "mapparla".


La cultura europea sub 2) è esistita in determinati periodi storici, come all' inizio del Medioevo, quando i predicatori cristiani giravano per l' Europa per portare la nuova fede, diffondendo le Sacre Scritture in latino, in greco, in gotico e in slavo ecclesiastico, oppure al tempo dell' Illuminismo, quando intellettuali e sovrani di tutta Europa discutrvano in Francese gli stessi temi in tutta Europa; oppure,infine, nel tardo Ottocento, quando il dibattito culturale spaziava dall' Inghilterra alla Francia, all' Italia,alla Germania, alla Polonia, alla Russia.


Con il diffondersi dei Nazionalismi e, poi, con la divisione dell' Europa da parte della Cortina di Ferro, il dialogo culturale intereuropeo si rarefà sempre di più.


Attualmente, l'Europa si trova ad essere spazzata dai venti della globalizzazione, che travolgono anche la cultura, trasormandola in una massa disorganica di informazione, in cui diventa difficile, da un lato, distinguere i diversi radicamenti culturali, e, dall' altro la "Cultura Alta" dalla Cultura Popolare.


Tuttavia, di per sé, la globalizzazione non cancella le identità, anzi, spesso, le esalta, come avviene, per esempio, per le identità nord e sud-mericana, per quelle cinese,islamica, indica ed africana. Le culture sane e forti "cavalcano" la globalizzazione culturale come quella economica.E' ciò che vorremmo anche per l' Europa.


Esistono, oggi, fenomeni culturali specificatamente europei, nel senso che siano prodotti in Europa, da Europei e per Europei, e abbiano, come obiettivo, quello di fare parte di un "discorso europeo"?


Probabilmente, sono pochi. Spesso, gli autori sperano di avere un' "audience" mondiale, e, soprattutto, americana, e producono per quell' "audience".


Forse solo nelle scienze storiche, politiche, filosofiche e giuridiche, esistono ancora autori importanti che parlano essenzialmente ad un pubblico europeo (pensiamo a Davies, a Miles, a Cardini, a De Benoit, a Todorov). Gli storici della cultura e i sociologi che studiano gli "antimoderni" (Touraine, Bhabha, Compagnon, De Michelis), anche se parlano in termini generali, in realtà si riferiscono quasi eslusivamente all' Europa. Nel campo cinematografico, gli unici a fare un discorso "europeo" sono spesso i Russi, e, soprattutto, Sokurov, che, con "Moloch" e l' "Arca Russa", ha affrontato deliberatamente temi di memoria culturale europea, e che, con il "Faust" in lavorazione, si ripropone di produrre veramente un'opera "paneuropea".


Nel campo della cultura popolare, vi sono fenomeni transfrontalieri importanti, anche se non europei, come il celtismo o il folclore balcanico, che costituiscono un certo collante.


Tuttavia, a causa della scarsa trasparenza del mercato culturale, è difficile comprendere se stia veramente succedendo qualcosa di grande e di pertinente alla cultura europea.


SIETE INVITATI AD INTERVENIRE, ESPIMENDO I VOSTRI COMMENTI, LE VOSTRE PROPOSTE E LE VOSTRE CRITICHE. CONTINUEREMO COSI ' ATTRAVERSO IL WEB IL DIBATTITO INIZIATO IL 9 MAGGIO, E DESTINATO A COMPLETARSI CON IL CONVEGNO INTERNAZIONALE IN PREPARAZIONE.



DOVE STA ANDANDO LA CULTURA EUROPEA DOMANDA N.2

QUESTIONE N. 2:
Esistono momenti di eccellenza nella cultura europea di oggi?

Do Moments of Excellence Exist in European Culture Today?
Dans la culture européenne d' aujourd'hui, existent-ils des moments d' excellence?
Gibt es, in der heutigen europaeischen Kultur, Elemente von Exzellenz?




Nel testo che segue, ci sforziamo di segnalare quelli che, a nostro avviso, sono riconosciuti Autori europei viventi di valore universale.

Ribadiamo, per altro, che, da un lato, la "non trasparenza" dell' attuale sistema mediatico non sempre ci permette di discernere i reali valori, e che, dall' altro, come messo opportunamente in evidenza recentemente da Robert Compagnon, c' è stata, recentemente, una "moria" di grandi Maestri (Stockhausen , Althusser, Juenger, Solzhenitsin, Gadamer, ecc...).

1)Teologia

Può sembrare paradossale, in un' era in cui si ritiene, quasi unanimemente (ivi compreso il Sommo Pontefice), che, oramai, la "secolarizzazione" sia giunta al suo culmine, che l' Europa possegga delle eccellenze in campo teologico.

Intanto, ricordiamo che la Religione maggioritaria dell' Europa, il Cristianesimo (in tutte le sue varie denominazioni), così pure come le due religioni "minoritarie" (islam ed ebraismo), sono più rappresentate in altri Continenti che non in Europa.

Inoltre, alcuni teologi cristiani contemporanei, dopo la "trasformazione" ,in Papi, di due grandissimi teologi, come Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, con tutte le limitazioni che ciò comporta, sono divenuti più "teologi mondiali", che non "teologi cattolici, cristiani ed ecumenici".

Intendiamo riferirci, qui, a due grandi "opzioni" della teologia cattolica contemporanea, ambedue inesorabilmente orientate verso l' ecumenismo :

-la prima, impersonata da Hans Kueng, è inclinata verso gli sviluppi della teologia protestante di lingua germanica, avente il suo "cuore" alla Facoltà di Teologia dell' Università di Tuebingen.Secondo questa tendenza, ciò che accomuna le diverse religioni del mondo è la loro condivisione di un certo numero di valori: l' "etica mondiale" ("Weltethos");

-la seconda, impersonata da Raimon Panikkar,punta sulla comunananza sostanziale delle religioni, incentrata sullla ricerca della salvezza nella rinunzia al mondo.

Ambedue gli Autori sono accomunati dallo studio attento delle culture degli Altri, e, nel caso di Panikkar, da una vera e propria immedesimazione.

2)Filosofia

La filosofia contemporanea risente soprattutto della visione che Heidegger ci ha fornito di Nietzsche.

I due autori che maggiormente sono influenzati da tale interpretazione sono, in America, Rorty, e, in Europa, Vattimo.

Secondo Rorty, la civiltà contemporanea sarebbe contraddistinta dalla lotta fra le soggetttività per imporre loro punti di vista soggettivi di carattere estetico.

Secondo Vattimo, che si riallaccia, in ciò, a Gadamer, questo conflitto fra le soggettività non sarebbe immediato, bensì mediato dalla tradizione storica, che, in Europa, è cristiana.

3)Storia culturale

La storia della cultura è segnata particolarmente dall' esperienza della Scuola di Francoforte, e, in particolare, da Benjamin, Horkheimer/Adorno e Marcuse.

Secondo questi Autori, la Modernità, il Mito del Progresso, hanno raggiunto l' apice del loro ciclo, e stanno, oramai, percorrendo una parabola discendente.

Sarebbe stata riconosciuta l' impossibilità della realizzazione del progetto illuminista del superamento del mito.

L' uomo moderno anela alla ricostituzione del mito.

Anzi, tutti i grandi intellettuali moderni perseguono deliberatamente la ricostituzione del mito, da Hoelderlin, Hegel e Schelling, nel Systemprogramm des deutschen Idealismus, a Saint-Simon, che si ripropone la costituzione di "una nuova età organica", allo stesso Marx, che, nella società comunista, fa intravedere un mito antimoderno, a Nietzsche, con il mito dell' eterno ritorno, a Jung, con i suoi "archetipi", ecc...


Una recente tendenza storiografica (Touraine, Bhabha,Taguieff, Compagnon, De Michelis) identifica la storia della cultura europea con la storia dell' antimodernismo (Dante, Machiavelli, De las Casas,Montaigne, Pascal, Hoelderlin, Novalis, Goethe, De Maistre, Kierkegaard, Schopenhauer, Burkhardt, Dostojevskij,Baudelaire, Nietzsche, Jung, Weber, Heidegger,Lem, Pasolini, Tomasi di Lampedusa, Solzhenitsin, Tarkovskij, Kieslowskij, Kadaré).


3)Storia

Anche nel campo della storia propriamente detta (storia politico-sociale), ove dovrebbe regnare l' obiettività, è prevalente l' idea che la storia contenga un grado notevole di soggettività.

Franco Cardini, storico del Medioevo, è, nello stesso tempo, anche un grande critico della società contemporanea, ed unn teorico dell' Identità Europea.

In un modo, in un certo senso, parallelo, Jan Assman, Norman Davis e David Miles decostruiscono le "grandi narrazioni" della tradizione "giudaico cristiana" e dell' "Anglo-Saxon Idea".

4)Economia

Dopo le continue malefatte del sistema economico occidentale, si sente sempre più urgentemente l' esigenza di ricostituire il sistema socio-economico su nuove basi. Tuttavia, sono ben pochi gli Autori, i quali stiano ricercando nuove formule, le quali ci permettano di sfuggire ai comprovati difetti del sistema economico "occidentale" o "capitalistico", definito, da Giovanni Paolo II, "una Struttura di Peccato".

Fra i pochi Autori che operano in questo contesto, ne vorremmo segnalare due, apparentemente diversi, se non opposti.

Serge Latouche vorrebbe creare un' economia alternativa, opposta a quella attuale, fondata, non già sulla "Crescita", bensì sulla "Decrescita", non già sullo "scambio", bensì sul "dono".

Peter Koslowski incarna la versione contemporanea dell' Uomo Universale -antico, medievale, rinascimentale-. I suoi studi spaziano dalla teologia, alla filosofia, alla storia letteraria, all' economia.Il suo sforzo principale è, sulla falsariga del pensiero conservatore tedesco, da Baader, a Juenger, a Adenauer, a Papa Ratzinger, quello di dare una base etica all' economia occidentale, costruendo un' Etica degli Affari"con pretese di validità universale, in quanto fondata su una religione universale, quella cristiana.

6)Letteratura

La letteratura è uno dei campi in cui l' evoluzione della società comtemporanea sembra più che mai uccidere la creatività e la soggettività, sommergendole sotto il flusso mediatico e sotto l' omologazione dell'industria culturale.

Gli unici autori che sembrano salvarsi, almeno per un istante, sono quelli caratterizzati da una radicale alterità, spesso da un a perifericità geografica, che il "mainstream" e i "media" giudicano come "barbarie" (Albania, Kossovo, Transnistria, Cecenia).

E' il caso di Ismail Kadaré e di Nikolaj Linin.

Il primo è un riconosciuto maestro , tanto della cultura europea antimoderna, quanto della "dissidenza" dell' Europa Centrale e Orientale.Tuttavia (come non abbiamo mancato di fargli osservare in occasione della sua recente visita a Torino), da quando è caduto l' odiato regime di Enver Hodja, non ha più pubblicato alcun romanzo. Situazione simile potrebbe essere quella della tedesco-orientale Christa Wolf .

Nel caso del giovanissimo, vitalissimo e genialissimo Nikolaj Linin, transnistriano di cultura siberiana e residente a Torino, la parabola potrebbe essere ancora più rapida.

Il suo primo libro, "Educazione siberiana", pubblicato, inaspettatamente, come "opera prima" , ha avuto un successo folgorante, svelando un volto già sospettato, della Transnistria quale "Repubblica delle Mafie", la quale, per altro, di fronte alla crisi della "Società Costituita" si rivela quasi fonte di inaudita moralità.

Il secondo, e recente, libro, dedicato alla guerra in Cecenia, rivela un Linin più conformista, pacifista, antiautoritario, politico, ben lontano dal "buon selvaggio" dell' "Educazione Siberiana"


7)Cinema

Il cinema risente, più di tante altre forme di cultura, dei pesanti condizionamenti della società.

E', probabilmente per questo che la sola cinematografia interessante dal punto di vista dell' Identità Europea ci sembri essere quella russa.

L' Autore che ci sembra maggiormente interessato all' Identità Europea è Sakurov, il quale, in "Moloch", ha investigato sulla psicologia di Hitler molto più di quanto non abbia fatto la cinematografia "occidentale", ma che, soprattutto, con l' "Arca Russa", ci ha dato un' interpretazione soggettiva, anticonformista e futuribile dei rapporti Europa-Russia.L' "Arca Russa" è l' 'Ermitage, dove la Grande Caterina ha raccolto un enorme numero di opere della grande cultura occidentale per tramandarle ai futuri Europei al di là delle tempeste della storia.La visita dell' Ermitage di Sakurov è un "divertissement" storico-letterario, che ha, come cicerone, il piemontese-savoiardo Conte Josef De Maistre, pietroburghese d' onore, avendo eternato la Capitale del Nord con le suo "Soirées de St. Petersbourg". Una gran parte dell' opera è dedicata ad un ballo di gala nel palazzo, alla corte dello Zar, che si conclude con un' interminabile uscita degli aristocratici in un fittissimo nebbione, che rappresenta la Modernità.

Anche "Il Ritorno" di Zviagintsev, e "Mongol" di Bodrov, trattano problematiche tipicamente europee. "Il Ritorno" è il "Nostos" degli antichi greci. Il moderno patriarca (Agamennone, Ulisse), ritorna da lontani e misteriosi fatti bellici, nella sua bella e selvaggia patria nordica, per riprendersi moglie e figli. Egli, però, è cambiato, barbaro fra i barbari.

Per lui, i figli sono soldati, da iniziare ad un'arcaica etica bellica. Non è inumano, anzi, muore per salvare il figlio, ed i figli lo onorano come un guerriero variago, sepolto nel lago cadendo dalla sua stessa barca. Grazie all' iniziazione, i figli sono diventati altri, il primogenito è il nuovo capo della famiglia.

Lo stesso spirito è nell' iconoclastico "Mongol", dove Gengis Khan, il "nemico ereditario" dei Russi e di tutti gli Europei Orientali, è diventato l' emblema della volontà creatrice di un Piccolo Principe", che, ribellandosi alle barbariche violenze della sua gente, sa raggiungere, coll' ispirazione, con la sofferenza, con la forza di carattere, con l' abilità politica e guerriera,con la sua "pietas" verso il Dio Unico dei Mongoli, il Lupo Grigio Tengri, il ruolo più ambito, quello dell' Imperatore Universale.

8)Musica

Questo è un settore in cui, a nostro avviso, si rivelano, più ancora che nel cinema,le potenzialità dei "popoli di confine", che esprimono la capacità degli Europei di rispecchiarsi negli "Altri".

Crediamo che fenomeni pan-europei, come la musica celtica ed il folklore balcanico siano buoni esempi di come si possano recuperare antiche tradizioni in un' ottica non ristrettamente nazionalistica, bensì paneuropea.

Fenomeni come il Festival di Lorient,i film di Kusturica, le musiche di Bregovic e di Theodorakis, fanno, per l' unità dell' Europa, molto più di tanti discorsi politici.

Certo che, da quando sono finiti i problemi (vedi, guerre civili) nella ex-Jugoslavia, anche i film di Kusturica e le musiche di Bregovic, come i romanzi di Kadaré, sono finiti un pò nel dimenticatoio.

Certo, è possibile che le guerre e le persecuzioni, con il carico di passioni che esse comportano, siano una fonte insostituibile di ispirazione.E, tuttavia, abbiamo anche l' impressione che la situazione "normalizzata" che segue guerre, dittature e stragi, presentata come "pace" e "democrazia", sia, in realtà un regime più tirannico dei precedenti (la "Strana Dittatura"di Forrester, "Dittatura liberale" di Luttwak, l' "Alba Bugiarda" di Gray) , dove, sotto la patina dell' omologazione, dell' economicità, del "buonismo", del tornaconto immediato, del "politicamente correct", i creatori siano impossibilitati a fare il loro mestiere.

FATECI PERVENIRE LE VOSTRE OSSERVAZIONI, PROPOSTE E CRITICHE

per ogni ulteriore approfondimento, contattare

riccardo.lala@alpinasrl.com


DOVE STA ANDANDO LA CULTURA EUROPEA? DOMANDA N:3

QUESTIONE N.3:Quali le priorità di una politica europea della cultura?
Whic
h Are the Priorities of a European Cultural Policy?
Quelle sont les priorités d' une politique européenne de la culture?
Welche s
ind die Prioritaeten einer europaeischen Kulturpolitik.



Crediamo sia impossibile negare che, in qualsivoglia sistema politico, il potere effettuale influenza pesantemente le condizioni, le modalità e i contenuti della cultura.

Certamente, questa influenza può essere più forte e diretta, come nelle dittature ideologiche e personali, dove il "Leader Supremo" si interfaccia direttamente con gli intellettuali, imponendo determinati contenuti, e più debole ed occulta nelle democrazia rappresentative e capitalistiche, nelle quali le lobbies religiose, ideologiche ed economiche influenzano la produzione artistica attraverso leve finanziarie e occulte, ma soprattutto attraverso l' accesso ai media.

E, tuttavia, tale influenza è ineliminabile, anche perché una parte ingentissima della produzione culturale è dedicata direttamente ad esigenze di tipo pratico, delle Chiese, degli Stati, delle imprese (comunicazione, insegnamento, formazione, ecc...).

Vi è, certo, una dialettica fra la cultura "indipendente", creata autonomamente dai produttori e dai fruitori, e quella "commissionata".

Nel sistema europeo, volendo trovare un equilibrio (fondato sul "principio di sussidiarietà") fra cultura "libera" e cultura prodotta strumentalmente da grandi organizzazioni, si è creata una grande dispersione del potere economico in campo culturale, con un equilibrio particolarmente favorevole alle grandi concentrazioni internazionali dei "media" , e nessuna capacità, da parte dell' Unione Europea, di coordinare le politiche culturali degli Stati Membri, delle Chiese, delle concentrazioni finanziarie, dell' editoria e degli Enti locali.

La maggior parte della cultura prodotta nell' Unione Europea è dunque cultura scolastica degli Stati Membri, finalizzata alle loro esigenze formative e anche ideologiche(spesso confliggenti con quelle europee), cultura professionale al servizio delle imprese (ricalcata su quella americana) ed "entertainment" di basissimo profilo culturale.

Gli interventi finanziari dell' Europa non servono neppure a finanziare la ricerca delle basi teoriche per affrontare i problemi dell' Europa (Costituzione, formazione multiculturale, identità europea). Infatti, non esistono inputs univoci su questi temi (letteratura o diritto comparati, linguistica).

Per potere fornire siffatti inputs, occorrerebbe disporre di una "mappatura" complessiva della produzione culturale in Europa, suddivisa nei vari segmenti: ricerca estetica, umanistica o scientifica; insegnamento e formazione professionale; ricerca tecnologica; entertainment.

Inoltre, occorrrerebbe avere un' idea chiara delle esigenze di carattere immateriale (informazioni, simboli), di carattere formativo (lingue e culture), di carattere pratico (diritto, economia, scienza e tecnica), e di carattere sociale ("entertainment") che si debbono soddisfare, e delle rispettive priorità.

Un' analisi dettagliata di tali fabbisogni è già di per sé un' opera di grande respiro, che meriterebbe di essere adeguatamente organizzata e finanziata.

Noi ci limitiamo qui a segnalare alcuni aspetti che ci sembrano particolarmente carenti:

1)Ricerche di carattere sociologico, miranti ad una "mappatura" della produzione attuale di cultura in Europa,
dei suoi flussi di finanziamento, pubblici e privati, e degli effettivi fabbisogni.

2)Attività culturali "di base", volte alla ricerca, individuazione, promozi
one e sviluppo dell' Identità Europea:

-accademie di altissimo livello destinate ad approfondire la cultura e la politica dell' Europa;

-diffusione e rielaborazione di opere classiche;

-opere ded
icate all' identità europea;

-interscambio culturale fra Europei e con gli altri Continenti;

3)Rinnovamento dei "curricula" per renderli più aperti, più europei e più internazionali:

-maggior spazio alle culture degli altri Continenti e degli altri popoli d' Europa;

-mag
giore spazio alle lingue (classiche e moderne);

-maggiore orientamento alla realtà effettiva europea (per esempio, nel campo dell' impresa), anziché ricalcare schemi formativi americani.

5)Incremento degli insegnamenti "lato sensu" umanistici (arte, teologia e storia delle religioni, musica, filosofia comparata , linguistica, storia culturale comparata, storia europea, sociologia, scienza delle comunicazioni, storia delle dottrine politiche ed economiche, economia politica, diritto europeo e comparato, ecc...)

5)Carattere più meritocratico della scuola europea, per poter conciliare selettività, incremento della qualità e contenimento dei costi.

6)Regole più realistiche per il finanziamento delle attività culturali, che non partano dall' assurda ipotesi che i progetti debbano essere co-finanziati dai privati senza p
ossibilità di ottenere un adeguato profitto.

7)Ruo
lo di coordinamento da parte della Unione Europea, per quanto concerne adeguati strumenti normativi, monitoraggio, dialogo fra i soggetti interessati, stimolo alle iniziative di prevalente significato europeo.

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DOVE STA ANDANDO LA CULTURA EUROPEA: DOMANDA n.4

QUESTIONE N. 4:Come configurare a Torino un' iniziativa di respiro internazionale su questi temi? How to figure out International Initiative in Torino about these themes?Comment envisager une initiative de niveau international à Turin sur ces thèmes?Wie koennte man eine Initiative internationales Niveaus ueber diese Themen in Turin organisieren?



Nel corso della riunione tenutasi nella sede di Alpina a Torino il 9 Maggio 2010 per celebrare la Festa dell' Europa, le Associazioni promotrici (Diàlexis, AICCRE, IPSEG, Poesia Attiva e Il Laboratorio) hanno dibattuto il tema "Dove sta andando la cultura europea?", pervenendo alla conclusione che Torino potrebbe (ed, anzi, dovrebbe,) divenire un centro di cultura europea, capace di promuovere iniziative culturali valide non solamente per il territorio, né solamente come attrattiva turistico-culturale, bensì anche come esempio, stimolo e provocazione per altre parti d' Europa.

Ciò sarebbe possibile se, e nella misura in cui:

-le Associazioni promotrici fossero capaci di fare partire da Torino un processo di aggregazione su questi temi, capace, innanzitutto di proporre a livello piemontese e MEDALP iniziative di livello europeo, e, dall' altra, di creare un "network" europeo di Associazioni che lavorino in modo ben focalizzato per il conseguimento degli stessi obiettivi;

-si riuscisse ad organizzare entro tempi brevissimi la prevista manifestazione sullo stesso tema, di cui stiamo già discutendo con Peter Koslowski, con cui abbiamo già organizzato due manidestazioni nel passato, l' una sulle differenze fra il sistema d'impresa americano e quello europeo, ed una sui 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino.

A nostro avviso, la prossima manifestazione dovrebbe avere, come obiettivo, quello di fare discutere personaggi eminenti della cultura europea sui temi oggetto della serata del 9 e di questo "Dibattito Online", vale a dire: decadenza della cultura europea, nuovi autori, politiche europee per la cultura. Al fine di poter offrire un quadro articolato, ed anche operativo, di queste problematiche, sembrerebbe utile riunire personaggi appartenenti a settori diversi delle attività culturali (filosofia, storia, narrativa, cinema, diritto, economia, scienze politiche), per poter avere una visione di insieme.

Noi stiamo già partendo a contattare gli Autori, con l' obiettivo di poter essere operativi, se possibile, già prima dell' intervallo estivo, o, almeno, subito dopo.


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